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Consigli di lettura



Una casa sulle ruote

Susin Nilsen


Fin che tutto va bene, c’è salute, casa e buone condizioni economiche, è facile. Quando qualcosa comincia ad andare storto e tutto precipita, lo è un po’ meno. Lo impara presto e sulla propria pelle Felix, il protagonista di “Una casa sulle ruote” di Susin Nilsen, Il Castoro.

Felix ha quasi tredici anni e una casa diversa da quella degli altri ragazzi: ha le ruote, è molto piccola e nel frigo non c’è mai molto da mangiare. Felix vive in un furgone. Nessuno lo sa, tranne lui e sua madre, Astrid, e nessuno deve saperlo. Non è sempre stato così. Felix e sua mamma vivevano in un piccolo appartamento, lei aveva un lavoro, lui andava a scuola. Non erano ricchi ma non soffrivano fame o miseria. Un giorno, però, Astrid perde il lavoro e pian piano le cose si mettono male finché, sfrattati, lei pensa di andare a vivere per un po’ in un furgone, regalo come sostiene, dell’ex fidanzato. La cosa da temporanea diventa, però, più lunga del previsto e Felix è costretto a iniziare la scuola vivendo ancora per strada.

Capita abbastanza spesso nella narrativa per ragazzi di trovare situazioni in cui sono proprio i bambini o i ragazzini che danno un importante contributo alla svolta dell’esistenza della loro famiglia, assumendo, nel momento più critico, il ruolo degli adulti, che non riescono più, per qualche motivo, a comportarsi da tali. Felix è uno di questi ragazzini. Intelligente, tenace e coraggioso, riesce a prendere in mano la situazione nel momento in cui il gioco si fa veramente duro. Con l’aiuto dei suoi amici si iscrive ad un quiz televisivo e con la sua vincita risolleva le sorti della sua sgangherata famiglia, composta, in realtà, solo da lui e sua madre, dato che lei non ha più contatti con il padre di Felix e non riesce a tenersi un uomo per molto tempo.

Questo romanzo di Susin Nilsen, interessante autrice canadese di narrativa per ragazzi (in Italia la si è conosciuta per altri ottimi romanzi tra cui “Lo sfigato”, Ed. Rizzoli, e “Gli ottimisti muoiono prima”, Ed. Il Castoro) è un’altra di quelle storie che si leggono d’un fiato e fanno letteralmente entrare il lettore nella vita dei suoi personaggi, partecipare delle loro difficoltà e gioire dei loro momenti felici, impedendo di lasciare il libro finché non si gira l’ultima pagina.

La storia di Felix è centrata su un tema poco frequente nella letteratura per ragazzi, ma, purtroppo, non così infrequente nella vita quotidiana degli ultimi tempi: l’impoverimento delle famiglie dovuto a motivi diversi, le difficoltà economiche che condizionano la vita di tutti i membri e di cui i bambini sono spesso le vittime più penalizzate. Basta poco perché un genitore perda il lavoro e ciò che era scontato prima, diventa un lusso dopo. E, in più, c’è la vergogna di mostrare all’esterno delle mura domestiche la nuova situazione e il bisogno di mascherare il più possibile la realtà.

Felix è maestro in questo e la Nielsen è maestra nel raccontarlo in tono semiserio, spesso divertente, ma mai irriverente.

La storia, raccontata in prima persona da Felix, ha un ritmo ben sostenuto dall’inizio alla fine. I personaggi, anche gli adulti, sono ben caratterizzati, complessi, con mille sfumature che rendono difficile incasellarli in una qualche categoria. Il finale è positivo, ma non scontato. Caratteristiche, queste tutte, che contraddistinguono le migliori proposte della narrativa per ragazzi proveniente dal mondo anglosassone, che in questo campo rimane ancora in posizione apicale.

Ebook disponibile


Recensione a cura di E. Vanzetta (2024)

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Età
Editore
Il Castoro
Anno
2020
Pagine
240