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Consigli di lettura



Stardust. Polvere di stelle

Hannah Arnesen


Questo straordinario libro illustrato di oltre trecento pagine attinge all’arte e alla scienza, tanto quanto alla poesia e alla filosofia, e non solo per immergerci nelle problematiche dell’ecosistema ma soprattutto per suggerire che siamo un organismo interconnesso, un tutt’uno con l’ambiente e la natura che ci donano la vita (e con essa le emozioni, le riflessioni e perfino la spiritualità).

Frutto di un lungo lavoro durato tre anni, le immagini pittoriche, estremamente suggestive, si accompagnano a grafici a carattere scientifico e a testi piuttosto brevi, consentendo a ragazzi e adulti una lettura in chiave semplice di aspetti scientifici di grande profondità e attualità.

“È possibile che la Terra un giorno si svegli ritrovandosi ad essere qualcos’altro? Via le barriere coralline e le foreste, via la neve e le piogge monsoniche. I mari hanno una fine, e gli iceberg. Persino i deserti, le grandi dune di sabbia del Sahara che all’orizzonte si fondono con il cielo. Il Sole si spegnerà. Tutto quello che abbiamo è solo in prestito.”

Il filo conduttore è quello di tre lettere d’amore: una alla Terra, una al lettore e una ad un bambino che non è ancora nato. Attraverso illustrazioni a piena pagina veniamo trasportati in un viaggio di ricognizione della storia della Terra, dalle prime manifestazioni di vita fino all’attuale era geologica, l’Antropocene.

Si continua con la constatazione delle responsabilità dell’uomo nel processo di deperimento delle risorse vitali del pianeta: “Ad un certo punto del percorso qualcosa è andato storto. La nostra forza è diventata la nostra debolezza. Ci troviamo davanti alla minaccia più grande, e quella minaccia siamo noi stessi. Siamo noi il drago di questa fiba. Siamo anche la vittima? Possiamo diventarne l’eroe?”

La terza parte è dedicata ad un figlio immaginario, alla speranza di un futuro possibile a patto che tutti acquisiscano la consapevolezza dei rischi attuali: “Gli scienziati hanno definito nove confini planetari da non superare. Se lo facciamo, alteriamo processi ambientali di importanza vitale, cosa che in prospettiva mette a repentaglio la nostra sopravvivenza.”

La giovane autrice si apre ad un ricordo personale, quando racconta come sua nonna nel 1939 sfuggì alla Shoah, arrivando dalla Germania in Svezia su uno dei treni dei bambini, sola, “La Storia è piena di persone che hanno realizzato l’impossibile. Quello che una generazione vede come un miracolo quella dopo lo dà per scontato.”

“Se vogliamo sapere qualcosa del futuro dobbiamo guardare alla Storia. La caratteristica principale della Storia è che è in continua mutazione e del tutto imprevedibile. Perchè piccole azioni possono cambiarne il corso.”


Recensione a cura di A. Di Febo (2024)

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Età
Editore
Orecchioacerbo
Anno
2024
Pagine
352