×


Consigli di lettura



Ricordami di mercoledì

Jerry Spinelli


Il secondo mercoledì di giugno, ogni studente di terza media di Amber Springs, in Pennsylvania, riceve una camicia nera, il nome e la foto di un adolescente deceduto l’anno precedente per incidente stradale da lui causato o per un altro comportamento volontario sconsiderato. Durante tutta la giornata la camicia nera, per convenzione, diventa simbolo di assenza: nessuno vede chi la indossa, nessuno gli parla, nessuno lo considera. I ragazzi e le ragazze con la camicia nera sono morti e non ci sono più. Questo giorno, il “Mercoledì dei morti”, è atteso da molti come giornata speciale in cui tutto è concesso: scherzi a compagni e insegnanti, uscita da scuola in ogni momento, impunità da parte dei genitori, libertà assoluta, … .

Quest’anno è, finalmente, il turno anche per Robbie “Bruco” Tarnauer, ragazzo timido e riservato. Alla distribuzione dei nomi dei ragazzi morti, gli viene consegnato il tesserino con i dati di una ragazza, Becca Finch, morta in un incidente stradale nella neve. Anche per Robbie è finalmente arrivato il giorno in cui tutto è possibile, ma ogni sua aspettativa viene subito bloccata: per sua sorpresa, infatti, il ragazzo ben presto si ritrova a parlare con Becca, rendendosi conto che solo lui può sentirla, vederla e toccarla.

Becca Finch, la “fanciulla spettrale”, come lei stessa si definisce, è sorpresa e confusa quanto Bruco. Superato lo sgomento iniziale, i due passano insieme l’intera giornata ricostruendo i dettagli dell’incidente che ha portato Becca alla morte e costruendo pian piano il cambiamento di Bruco. La ragazza, essendo (o, meglio, essendo stata) aperta ed estroversa, sembra avere la missione di aiutare Bruco a conoscere meglio se stesso, ad accettarsi, ad avere maggior fiducia in sé. Quel mercoledì, in cui i loro due mondi si scontrano e incontrano, diventa per entrambi una giornata di scoperta e di crescita e il legame che si crea tra loro li cambia per sempre, lasciandoli entrambi più pronti ad affrontare ciò che il futuro vorrà preparare per loro.

Ancora una volta la maestria di Spinelli nello scrivere è confermata. In queste pagine è stato bravissimo a dare un tono ironico a una storia dalle basi molto serie e, come in Stargirl (2001), a coinvolgere i lettori nella narrazione. Al di là dell’impatto discutibile, per un lettore adulto, che questo annuale rituale di ammonimento può avere sui ragazzi, per Bruco e Becca, e per i lettori adolescenti cui la storia è rivolta, esso diventa un’esperienza unica che cambia loro la vita e la morte e il modo in cui loro le possono affrontare.

Un romanzo brillante e irresistibile – tradotto da Angela Ragusa – di uno degli interpreti più intelligenti del mondo giovanile, che si batte nelle sue storie contro luoghi comuni, pregiudizi e banalità. Un lavoro che mostra ancora una volta la sensibilità e forza narrativa con cui interpreta il mondo dei ragazzi, affrontando temi come la morte, il lutto, l’amicizia, l’amore, i rapporti interpersonali, la conoscenza di sé e degli altri, la fiducia in sé, insomma, la vita.


Recensione a cura di E. Vanzetta (2024)

Condividi

Età
Temi
Editore
Mondadori
Anno
2023
Pagine
240