×


Consigli di lettura



Quando il cuore è in tempesta

Mette Vedsø


Solo gli autori di area nordica sanno affrontare anche le tematiche più scottanti e delicate e lo fanno con la naturalezza e l’onestà che si conviene ai libri per ragazzi. Questa storia della danese Mette Vedsø ne è un ottimo esempio, tanto da essere stato nominato tra i migliori romanzi 2020 nella prestigiosa selezione White Ravens.

Il romanzo racconta la vicenda della diciassettenne Pi che un giorno, a scuola, durante una lezione di inglese viene colpita da un forte attacco di ansia: il cuore le batte sempre più forte finché non perde i sensi per qualche secondo e cade a terra. Era un po’ di tempo che Pi a scuola si sentiva a disagio e sotto pressione e il collasso è il risultato di questo suo malessere profondo e sempre taciuto.

Portata in ospedale per tutti gli accertamenti, viene dimessa con il consiglio di stare a casa per qualche tempo per rallentare, per pensare ad altro. In queste giornate di convalescenza, Pi incontra tre donne di età diversa che vivono nel suo condominio e che fino a quel momento conosceva solo di vista. Nonostante la vicinanza, infatti, non aveva mai parlato prima con l’anziana signora inglese del secondo piano o con la giovane ragazza che vive al terzo con la madre. L’incontro con loro la fa riflettere sulla vita da un punto di vista diverso e, man mano che trova un equilibrio, Pi si sente sempre meglio, anche con gli altri. Impara la leggerezza e a sentirsi a suo agio nelle varie situazioni. Come dice il suo psichiatra, comincia ad andare nella direzione giusta, non pensa più che tutto ruoti intorno a lei: è diventata parte di una comunità. “Adesso la tua attenzione è rivolta all’esterno (…) E’ una cosa buona.” (p.119).

Quello dell’ansia, soprattutto dell’ansia dei giovani, è un tema importante e al giorno d’oggi di grande attualità. Sono tantissimi i ragazzi che sviluppano ansia e stress a causa delle pressioni interne ed esterne che devono affrontare. Sia a scuola sia fuori sentono di dover andare sempre a pieno ritmo per restare al passo con tutto ciò che il mondo, soprattutto quello dei social, richiede loro. Poche persone sanno gestire lo stress e valutare quando e come staccare la spina, respirare profondamente e sentirsi se stessi. Fino al momento dello svenimento, Pi non aveva ascoltato i segnali del suo corpo e il crollo l’ha fatta prendere coscienza che il ritmo che sosteneva era troppo per lei, che eccellere non è l’unico modo di vivere e di essere vista e che non c’è niente di male a fermarsi un po’ per ascoltare il proprio cuore, coltivare relazioni autentiche e piccoli gesti apparentemente inutili, ma che nella loro improduttività insegnano a star bene con sé e con gli altri. Tutto questo il lettore lo vive insieme con Pi che, narrando la sua storia in prima persona, offre la possibilità di una vera condivisione.

Mette Vedsø affronta con il suo stile molto personale semplice, preciso ed essenziale in quantità di parole, ma molto ricco in densità di pensiero, un tema cui molti autori accennano, ma pochi affrontano veramente.

Oltre che per la lettura autonoma, questo libro è anche da consigliare per un contesto educativo come spunto di riflessione e discussione.


Recensione a cura di E. Vanzetta (2025)

Condividi

Età
Temi
Editore
Il Castoro
Anno
2025
Pagine
152