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Consigli di lettura



La vecchia casa sul canale

Thomas Harding (illustrazioni di Britta Teckentrup)


Si può raccontare la Shoah anche solo parlando di una casa, la vecchia casa sul canale.

Siamo ad Amsterdam e la storia inizia nel 1580, quando in quello specifico luogo c’è soltanto la natura. Col trascorrere del tempo vi arriva l’urbanizzazione, dapprima in forma elementare e via via sviluppandosi in maniera intensiva.

La narrazione è fissa sul luogo, come un occhio attento che registra tutto ciò che vi accade nel corso dei secoli: gruppi familiari che si alternano, pestilenze, gelate, incendi… fino a che la Storia (con la esse maiuscola) non entra nelle tavole illustrate, attraverso una foto. Ritrae il sig. Otto Frank immortalato con la figlia Anne, davanti a quella che è diventata nel frattempo la sede della sua attività. Insieme a Hermann van Pels, commerciante di Osnabrück, anch’egli ebreo, emigrato nei Paesi Bassi con la moglie e il figlio, Otto ha fondato nel 1938 la Pectacon, un’azienda di spezie per la preparazione delle salsicce. È nella parte alta di quell’edificio che per lunghi mesi la famiglia Frank, insieme ad altre quattro persone, tenterà di sfuggire alla furia nazista, scegliendo di condannarsi ad una reclusione forzata. Saranno però scoperti e deportati e la casa resterà vuota per molti anni.  

E’ la storia della casa di Anne – dove oggi c’è il museo a lei dedicato – non la storia di Anne…


Recensione a cura di A. Di Febo (2025)

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Età
Temi
Editore
Uovonero
Anno
2024
Pagine
56