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Consigli di lettura



La ragazza da odiare

Lee Kkoch-nim


Sembrano bullismo al femminile e differenze sociali i temi intorno cui gira questo intenso romanzo coreano pubblicato nella collana crossover “Oltre”. In realtà il focus della storia, che ha due adolescenti come protagoniste, è sul rapporto tra verità e menzogna, tra i fatti realmente accaduti e i fatti come vengono raccontati e ciò cui la gente crede. Personaggi principali della storia sono la ragazza ricca di buona famiglia Ju-yeon e Seo-eun, che vive in condizioni molto modeste, al limite della povertà, insieme a sua madre rimasta vedova molto presto. Le due frequentano la scuola superiore ma sono amiche dai tempi delle medie. Una mattina viene rinvenuto il corpo senza vita di Seo-eun nel piazzale dietro la scuola dove non va mai nessuno. I sospetti cadono sull’amica che, facendole sempre dei regali e dandole dei soldi, sembrava tenerla legata a sè in uno stato di sottomissione. Seo-eun, infatti, aveva da poco stretto amicizia con un ragazzo e Ju-yeon si era sentita quasi tradita. Lei si dichiara innocente, ma non riesce a ricordare cosa sia successo quel giorno. Il caso esplode sui media e l’opinione pubblica si accanisce sulla vicenda. Voci diverse con versioni contrastanti sull’accaduto e sul rapporto tra le due ragazze si succedono con ritmo serrato. Di capitolo in capitolo cambia la voce narrante e l’idea sul tragico evento. Nessuno sa bene cosa c’era tra le due amiche, cosa è cambiato tra loro, cosa è successo quel giorno, ma tutti parlano. Tutti hanno qualcosa da dire. Tutti aggiungono qualcosa e le versioni sono sempre diverse. Non solo le compagne di scuola, ma anche tutti gli (inadeguati) adulti coinvolti: preside, insegnanti, genitori, datori di lavoro, avvocati e altri testimoni.

Fino alla fine il dubbio rimane: Ju-yeon ha davvero ucciso Seo-eun?

Un avvincente thriller psicologico che indaga la solitudine, le insicurezze e le ossessioni della società contemporanea. Un romanzo che mette in luce le profonde problematiche legate alla confusione che si crea quando le dinamiche sociali vengono distorte, quando verità e menzogna si mescolano, quando viene meno la responsabilità della verità. Un accavallarsi di voci che stordiscono il lettore ma, al contempo, lo tengono attaccato alla pagina con il desiderio di arrivare non solo alla soluzione del giallo, ma soprattutto al vincere della verità, questione scottante dei nostri tempi, dell’era dell’intelligenza artificiale, delle fake news, dei social … . Una storia in cui il ruolo centrale è coperto dal non detto, dal sentito dire, dalle aspettative, dalle parole sbagliate, dalla paura di non essere all’altezza.

Anche se il giallo viene risolto, alla fine, da lettori adulti, non si riesce a tirare un sospiro di sollievo: il finale non è negativo del tutto, ma nemmeno rassicurante. Come inquietante e complessa è stata l’atmosfera che ha avvolto tutta la storia, così amara è la sua conclusione.

Una prosa diretta, spietata e tagliente, fatta soprattutto di dialoghi che con sicurezza e precisione delineano il complesso mondo adolescenziale, per un libro intenso che può essere rivolto tanto ai giovani quanto agli adulti.


Recensione a cura di E. Vanzetta (2025)

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Età
Editore
La Nuova Frontiera
Anno
2025
Pagine
189