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Consigli di lettura



La ragazza con lo zaino verde

Elisa Castiglioni


Un intenso romanzo di formazione nel quale la protagonista è un’adolescente che si appresta ad elaborare in maniera autonoma i segnali raccolti dalla realtà. Il percorso verso la consapevolezza di sé e del mondo circostante non può non comportare una certa quota di sofferenza, e ancor più se quella in cui si è immersi è una realtà pre-confezionata da un regime che la spaccia come l’ideale progetto di gloria per il proprio paese. Siamo nel 1938, in piena epoca fascista, nella provincia di Varese, e Alida è una quattordicenne che, come tutti i coetanei, vive con orgoglio la propria parte di Giovane Italiana, nella rappresentazione di un’Italia imperiale, invincibile e civilissima. Ma è nell’ambito degli affetti più cari che si delinea una crepa in questo scenario così ben allestito, quando la giovane zia, che Alida adora, esprime con forza il proprio scandalizzato dissenso contro gli scienziati che hanno sottoscritto il Manifesto della razza. Il romanzo, prima di raccontare la Resistenza e i suoi ideali, descrive la quotidianità delle persone comuni durante il Fascismo, dal controllo di ogni aspetto della vita all’indottrinamento continuo, dalla persecuzione degli oppositori alle leggi razziali. La storia di Alida prende spunto dalle memorie del nonno dell’autrice, divenuto partigiano con il nome di battaglia ‘Lupo’. Pietro Castiglioni, a cui il libro è dedicato, a 17 anni, attraverso la lettura e l’incontro con una figura carismatica, abbracciò il disagio e l’insofferenza che sentiva addosso, alla ricerca di un’altra verità.


Recensione a cura di A. Di Febo