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Consigli di lettura



La buca

Evelina Daciūtė e Julija Skudutytė


Perdita, lutto e memoria sono al centro di questo libro che racconta la storia di una ragazzina che ha perso il nonno. Il suo nonno preferito un giorno si è ammalato e non è più guarito. Mentre il papà esce per scavare una buca per accettare metaforicamente questa scomparsa, nella testa della bambina turbinano mille domande: teme, infatti, di aver perso con il nonno anche le storie che le raccontava e le sue piccole abitudini.

Questo libro racconta del dolore e della tristezza che sono piombati su tutta la famiglia sia nei momenti appena successivi all’evento con la cerimonia funebre e le visite di cordoglio, sia, soprattutto, nei giorni seguenti quando il vuoto si è fatto sentire sempre più forte, i bambini erano pieni di domande e gli adulti presi da mille preoccupazioni oltre che dal loro stesso dolore.

La perdita di una persona cara lascia sempre in tutti un senso di smarrimento, un sentimento forte con cui ognuno, ad ogni età, cerca di fare i conti. Più le persone crescono, più i vuoti si accumulano, ma non per questo si dimenticano le persone amate. Anzi. Le persone se ne vanno, ma i ricordi rimangono e con essi anche la forza di consolazione.

Una storia delicata e nostalgica sulla vita e sulla morte, dedicata sia ai giovani lettori sia agli adulti, spesso in difficoltà a gestire loro stessi la morte e il lutto e a parlarne con i propri bambini.

Accanto al commovente e coinvolgente lungo testo del racconto, interessanti sono le illustrazioni di Julija Skudutytė, realizzate ad acquerello sulla carta bianca con tratti di matita su acetato che si sovrappongono alle figure dai colori tenui creando un gioco di trasparenze evocative e leggere, un gioco che muove il lettore dalla dimensione del ricordo e della memoria a quello della realtà presente e viceversa.

Non esistono argomenti tabù nei libri per bambini e ragazzi. E’ la narrazione degli argomenti, anche quelli reputati più difficili, che va modulata sui lettori di riferimento. Certo è più facile scrivere storie allegre di felicità, ma è importante affrontare anche l’ombra della felicità proponendo riflessione, condivisione, compartecipazione e, quando possibile, anche soluzione. Le storie che parlano ai bambini e ai ragazzi possono essere difficili e ingarbugliate, ma in ognuna di esse dovrebbe esserci una sorta di filo di Arianna che conduce i lettori fuori dal labirinto (e nelle buone storie, il filo c’è sempre). In questo libro il filo sono le mele in salamoia che solo il nonno mangiava e la soluzione consiste nello scavare una buca da parte del papà per seppellirvi ciò che pesa sul cuore. E, infatti, è solo attraverso questa rielaborazione del lutto del papà che la ragazzina alla fine comprende a fondo ciò è successo.

Un’ultima considerazione. Di solito, quando si parla di morte, si parla del cielo, di un tema che guarda verso l’alto alla ricerca di un senso, mentre raramente si parla di profondità. Con questo libro, invece, ci si tuffa in profondità, per trovare la speranza e le risposte a molte domande.


Recensione a cura di E. Vanzetta (2026)

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Età
Temi
Editore
Bompiani
Anno
2025
Pagine
68