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Consigli di lettura



Incorporea

Benedetta Bonfiglioli


Ci sono storie che colpiscono come pugni e, allo stesso tempo, ti tengono agganciato fino alla fine. Storie che inizi a leggere sapendo che saranno dure, ma che poi nella loro spietatezza sono piene sì di dolore, di morte di solitudine, ma anche di amore, di amicizia, di bontà, di cura, di bellezza, di vita. “Incorporea” di Benedetta Bonfiglioli è una di queste.

E’ la storia di Jude che vorrebbe diventare invisibile: “Sparire non è difficile, basta procedere con metodo. Prima i suoni. Niente voce, niente opinioni, niente idee, niente domande, piano piano smetti di sapere un sacco di cose che succedono, il tuo mondo diventa sempre più piccolo e alla fine non te ne frega niente perché a malapena esisti tu. Poi la vista. Sparire dagli occhi degli altri richiede tempo, ma succede …” (p.15). Per scomparire basta avere un metodo e togliere pian piano l’attenzione degli altri da sé e contemporaneamente ritirarsi in se stessi. Jude lo impara dalla sua amica Jenny che le insegna a contare le calorie, ad allungare i tempi tra i pasti, a correre per tempi sempre più lunghi, a rinunciare ai cibi che le piacciono di più, ad aver paura del suo corpo. Le insegna ad annullarsi. E’ un’estate difficile quella in cui Jude incontra Jenny. L’estate in cui suo padre si suicida e sua mamma cade a pezzi. Per fortuna c’è la nonna a tenerle insieme, ma non basta. Da quell’estate tutto cambia nella loro vita e Jude arriva sull’orlo di un precipizio. Fortunatamente mamma e nonna lo capiscono in tempo e la ricoverano in una struttura specializzata in disturbi alimentari. Non è facile per Jude accettare di essere aiutata, ma le altre ragazze che sono con lei, l’infermiera, il medico, e un misterioso musicista che suona nel giardino al di là del muro, le saranno d’aiuto per riprendere in mano la sua vita.

Quella di Jude è una storia vorticosa, un flusso di pensieri che si rincorrono, si attorcigliano, si snodano veloci. Un racconto, attraverso la voce di Jude che in prima persona narra la sua storia al musicista che ogni sera le suona “Hey Jude”, di guarigione, quella di una vita fragile che trova il coraggio di prendersi lo spazio che merita. E lo fa con un romanzo intenso, lucido e necessario


Recensione a cura di E. Vanzetta (2024)

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Età
Editore
Giralangolo
Anno
2024
Pagine
169