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Consigli di lettura



Corpo a corpo

Giovanni “Gioz” Scarduelli


Un graphic novel dal tratto nero e dal ritmo veloce, tecnicamente realizzato tutto in digitale. E’ questo l’involucro che contiene la storia di Corpo a corpo di Giovanni “Gioz” Scarduelli, pubblicato da Terre di Mezzo.

Una storia adolescenziale che accoglie tutto ciò che caratterizza questa delicata fase di crescita: il rapporto con il proprio corpo che cambia, con gli amici e i coetanei; con gli adulti, professori e genitori, con l’autorità e, in fine, ma non perché meno importante, anzi, con le persone di cui ci si innamora per la primavolta.

E’ la storia di Marti, terzo anno di liceo classico. La sua passione è il parkour, la sua ossessione il suo aspetto fisico. La sua attenzione, invece, è catturata da Margherita, una ragazza di quinta di cui si innamora perdutamente. Vorrebbe conoscerla, vorrebbe parlare ma non è facile, neanche se gli amici insistono e gli dicono che al massimo non gli risponderà. L’insicurezza di Marti è ulteriormente aggravata dal professore di greco che l’ha preso di mira e non lo lascia respirare. Le paure di Marti prendono forma in un guerriero greco forte e possente, un’immagine mentale che gli appare ogni volta che tenta di fare qualcosa in cui fallisce. Finalmente Marti trova il coraggio di sfidare questo guerriero e di mostrarsi a Margherita con le sue fragilità. Scopre così che anche lei sta combattendo una dura battaglia con il proprio corpo e sarà proprio il parkour a indicargli una possibile via per affrontare i conflitti e le contraddizioni della crescita e liberare i propri desideri.

Il parkour è, e come tale viene mostrato in questo romanzo grafico, uno sport che non si basa sulla potenza e sulla velocità, ma sul movimento che si adatta allo spazio e sulla capacità di superare gli ostacoli con il minimo spreco di energia. Il parkour diventa qui metafora della crescita personale e della ricerca di identità di Marti che, con ore di allenamento e tanti tentativi falliti riesce nella grande impresa che si è prefissato. Interessante il continuo dialogo di Marti con se stesso che accompagna il prendere coscienza del suo corpo, dei suoi limiti e delle sue possibilità.

Una storia intrigante che si legge piacevolmente anche quali adulti che riconoscono gli adolescenti con cui interagiscono. Tanto più apprezzata, comunque, dagli adolescenti che in questa storia si riconoscono. Il libro, infatti non li descrive, non li giudica, non li esalta: li mostra tali e quali come sono, nei loro silenzi, nei loro sguardi, nei loro gesti carichi di tutte le emozioni che si possono provare a quell’età. C’è la paura, c’è l’euforia, c’è l’amore, c’è l’odio, c’è il desiderio.

E poi ci sono gli adulti: genitori più o meno presenti, professori più o meno assillanti, assistenti scolastici più o meno accondiscendenti. E con cui tutti i ragazzi devono relazionarsi.

Una storia delle tante prime volte che implica l’adolescenza con tutti i momenti piacevoli così come le tante delusioni e sofferenze. Una storia sincera e in perfetto equilibrio con il mezzo grafico che la racconta.


Recensione a cura di E. Vanzetta (2026)

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Età
Genere
Editore
Terre di mezzo
Anno
2025
Pagine
336