Istat: gli italiani e il tempo libero

Chi sono e quanti sono i lettori di libri in Italia? Quanti leggono per il piacere di leggere e quanti, invece, leggono solo per dovere per motivi legati alla loro attività scolastica o lavorativa? E ancora, è vero che chi si dichiara “non lettore” non ha letto libri?
L’Istat risponde a queste domande analizzando le abitudini di let- tura della popolazione in un podcast ricco di dati tratti dall’inda- gine Multiscopo sulle famiglie “I cittadini e il tempo libero” condotta nel 2024 su un campione di circa 17 mila famiglie e 38 mila individui 1. Il pregiudizio della lettura nobile.

L’identikit del lettore
Nel 2024 il 57,1% delle persone di 6 anni e più ha dichiarato di aver letto almeno un libro nell’ultimo anno (nel tempo libero, per motivi professionali e/o scolastici o per altri motivi) per un totale di circa 32 milioni di persone. Un dato questo che nasconde un marcato divario di genere: la quota di lettrici raggiunge, infatti, il 62,6%, distaccando di oltre dieci punti i maschi, che si fermano al 51,2%.
L’identikit del lettore è poi fortemente influenzato dall’età. Le quote più alte di lettori di libri si registrano tra i più giovani: oltre il 74% tra gli 11-17enni e in particolare tra le femmine di questa fascia di età dove la quota supera l’82%. A partire dai 55 anni la quota di lettori scende sotto la media per toccare il vlore più basso tra la popolazione di 75 anni e più (37,5%).
I dati Istat confermano l’esistenza di un ampio divario geografico e sociale. Si legge di più nel Nord del Paese dove la quota di lettori supera il 62%, mentre nel Mezzogiorno il dato scende al 47%. Ma la variabile che più influisce sul rapporto che tra la popolazione e il libro è il titolo di studio: tra i laureati la quota di lettori supera all’81%, mentre crolla sotto il 25% tra chi possiede al massimo la licenza elementare, registrando un divario di quasi 57 punti percentuali.

Leggere libri per dovere o per piacere
Esiste una distinzione profonda tra la lettura per piacere, quella che Ermanno Detti nel 1987 2 definiva “lettura sensuale” — un momento magico di evasione e distacco dalla realtà — e la lettura “per dovere”, legata a necessità formative o professionali.
A tal proposito, uno degli aspetti più interessanti dei dati diffusi dall’Istat riguarda la distinzione tra due tipologie di lettori: coloro che leggono libri per il piacere di farlo nel proprio tempo libero e coloro che leggono per dovere, per motivi legati alla loro attività lavorativa o al loro percorso di studi. Nel 2024 la tipologia di lettori più diffusa è quella di coloro che dichiarano di aver letto libri nel tempo libero: il 40,5% per un totale di 22 milioni 716mila persone di 6 anni e più. La quota di lettori per motivi professionali e/o scolastici (esclusi i libri di testo obbligatori) è invece molto più bassa e si attesta al 18,1%, per un totale di 10 milioni 185 mila persone di 6 anni e più.
Analizzando le combinazioni tra queste tipologie di lettori emerge come la quota più consistente sia quella di coloro che leggono “esclusivamente” per piacere (27,4%) per i quali la lettura si configura come una scelta libera e incondizionata. Al contrario, chi legge solo per obbligo rappresenta una quota minima di popolazione fermandosi ad appena il 5%. Risulta, infine, di particolare interesse il gruppo di lettori che riesce a far coesistere queste due dimensioni, coniugando il dovere di leggere per motivi legati allo studio o all’aggiornamento professione con il piacere di leggere libri nel tempo libero. Questi dati mostrano che la lettura professionale o scolastica contribuisce solo in minima parte a far aumentare la quota complessiva di lettori in Italia, perché chi legge per lavoro o studio è già, di fatto, un lettore nel tempo libero.
Un falso mito: i giovani non leggono
Se la lettura esclusiva per piacere aumenta al crescere dell’età per raggiungere il picco tra la popolazione di 60-74 anni (31-34%), la lettura esclusiva per motivi professionali e/o scolastici segue un andamento inverso risultando più diffusa tra i 6 ai 19 anni (12-15%) quando l’impegno scolastico è preponderante. I più giovani sono però anche coloro che più frequentemente leggono sia nel tempo libero sia per motivi professionali e/o scolastici con quote decisamente più alte della media (30%-40% nella fascia 6-17 anni). Contrariamente a quanto molti pensano i più giovani si confermano non solo il gruppo di popolazione in cui è più alta la quota di lettori, ma anche il gruppo più versatile che combina più tipologie di lettura. In definitiva, i giovani si confermano i lettori più dinamici capaci di far convivere il piacere con il dovere di leggere.
L’inconsapevolezza della lettura: lettori che non sanno di esserlo
Esiste una zona grigia nella fotografia scattata dall’Istat: quella dei lettori che non sanno di esserlo. Alcune persone, infatti, non percepiscono come veri e propri libri il genere o il tipo di libro letto e quindi non si riconoscono nello status di lettore. Per far emergere questo fenomeno, l’Istat ha posto a chi aveva inizialmente risposto di non aver letto libri (né nel tempo libero né per motivi professionali e/o scolastici) un’ulteriore domanda con la quale ha chiesto l’eventuale lettura di libri quali guide turistiche, libri per la casa, libri gialli, romanzi rosa, libri di cucina, libri su hobby e tempo libero, fumetti, ecc., vale a dire tutti quei generi di libri esposti al rischio di essere considerati “non libri” nella percezione dell’intervistato.
I “lettori inconsapevoli”: un recupero significativo
Grazie a questa ulteriore domanda l’Istat ha recuperato un significativo 11,5% di lettori, pari a 6 milioni 472 mila persone di 6 anni e più che pur non dichiarandosi lettori in prima battuta, ulteriormente sollecitati, hanno di- chiarato di aver letto libri. Mentre l’Istat li definisce «lettori morbidi», è forse più suggestivo chiamarli lettori inconsapevoli: persone che fruiscono della parola scritta, ma non si riconoscono nell’immagine tradizionale del lettore. Nell’ambito dell’11,5% di questi lettori recuperati le donne sono leggermene più numerose degli uomini (12,2% ri- spetto all’11,0%), mentre è tra i 25 e i 74 anni che il fenomeno è più diffuso. Anche in questo caso il dato più interessante riguarda il titolo di studio. Tra chi possiede la licenza media, la quota di lettori inconsapevoli sale al 17,3%. Al contrario, solo l’8,1% dei laureati che avevano dichiarato di non leggere libri hanno poi risposto positivamente alla domanda di recupero a conferma di una maggiore familiarità di chi possiede un titolo di studio elevato con l’oggetto libro che viene più facilmente riconosciuto come tale.
Riconoscere dignità a ogni genere di libro
I dati dell’indagine Istat hanno messo in evidenza la netta prevalenza della lettura «sensuale» rispetto a quella puramente professionale o scolastica, dimostrando che il libro rimane, prima di tutto, uno strumento di libertà e di evasione scelto volontariamente.
Altro dato interessante è quello relativo alla lettura inconsapevole. Lungi dall’essere un fenomeno residuale e statisticamente poco significativo, la lettura non percepita caratterizza una quota decisamente elevata di persone: l’11,5% di «lettori inconsapevoli» che, se sommati ai lettori nel tempo libero e ai lettori per motivi professionali e/o scolastici, ci dicono che la platea di chi interagisce con un libro è molto più vasta di quanto comunemente si pensi. Il fatto che molte persone non si riconoscano nello status di lettore perché leggono fumetti, manuali o guide turistiche, libri gialli o romanzi rosa evidenzia un pregiudizio culturale ancora radicato: l’idea che esiste una lettura «nobile» (la letteratura) e una lettura «minore». Riconoscere la dignità di ogni forma di lettura significa restituire al libro la sua vocazione più autentica: quella di uno strumento democratico fruibile da chiunque voglia scoprire, imparare o, anche semplicemente, evadere e sognare.

Note
1 I dati analizzati in questo articolo sono disponibili al seguente link: https://www.istat.it/tavole-di- dati/lettura-di-libri-e-generi-di-libri-letti-scrittura-di -libri-prelettura-dei-bambini-di-0-5-anni-ascolto-di- podcast-anno-2024/ Il link per ascoltare il podcast è il seguente: https://www.spreaker.com /episode/leggere-scrivere-ascoltare–69453132
2 Ermanno Detti, Il piacere di leggere, Firenze, La nuova Italia 1987.
