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19 Gennaio 2024
Articoli

LA FORZA DEL CATALOGO: vita sempre più breve per i libri.


Sono circa 2500 i titoli per bambini e ragazzi che vengono pubblicati ogni anno in Italia. Non sono certo tutte novità, ci sono anche ristampe e nuove edizioni. Rimane, comunque, un mare di materiali che, mentre da una parte rendono complesso il lavoro di valutazione da parte degli addetti ai lavori e ancora di più per chi esperto non è, dall’altra offuscano i tanti titoli degni di attenzione presenti nei cataloghi degli editori, li nascondono, li fanno passare in secondo piano. È innegabile che la corsa alla novità è figlia del tempo che viviamo.

Tutto arriva e passa velocemente, anche sui banchi delle librerie. Un po’ meno sugli scaffali delle biblioteche, dove di solito si fa più attenzione e si cerca di valorizzare ciò che è di qualità anche se non pubblicato da poco. Si tratta di titoli che meriterebbero ancora molta attenzione, la cui qualità andrebbe considerata e, soprattutto, di cui molti nuovi e vecchi lettori dovrebbero sapere e poter godere. Il catalogo editoriale è l’insieme dei libri pubblicati da un editore.
I cataloghi sono praticamente scomparsi nella loro forma cartacea che ha accompagnato il lavoro di bibliotecari e librai per tanti anni in passato, e sono stati sostituiti da una loro versione on-line che, però, si presta a un uso diverso e che risulta meno efficace, più dispersiva, soprattutto, più difficile da consultare se si vuole scorrere la produzione dell’editore per comprendere, individuare la sua mission, per conoscere il suo progetto, per vedere la sua evoluzione. I cataloghi on-line sono indubbiamente un ottimo strumento per il reperimento veloce di titoli e autori: sono, infatti, tutti corredati da una maschera di ricerca che permette diverse combinazioni. Ne troviamo, per esempio, sui siti di Bompiani, E.L., Einaudi Ragazzi, Emme, Feltrinelli, Giralangolo, Giunti, Il Castoro, Kite, Lapis, Mondadori, La Nuova Frontiera Junior, Orecchio Acerbo, Rizzoli, Terre di Mezzo, Topipittori, Zoolibri. Sono, però, poco funzionali per essere scorsi in modo tale da avere a colpo d’occhio un’idea di ciò che contengono e di come si sono sviluppati, per individuare e scoprire materiali di possibile interesse o titoli di qualità che per qualche motivo sono passati inosservati.

Più opuscoli che cataloghi

Negli ultimi anni, soprattutto in primavera, in occasione della Fiera Internazionale del Libro per Ragazzi di Bologna, gli editori pubblicano in forma cartacea degli opuscoli con le novità, mentre è più difficile trovare i cataloghi completi la cui raccolta e conservazione permetterebbe veramente di ricostruire la storia e l’evoluzione dell’editore stesso. Alcuni editori hanno un catalogo completo più o meno “tradizionale”, come qui descritto, e lo distribuiscono a Bologna o lo offrono da scaricare in pdf dal loro sito web (es. Babalibi, Beisler, Biancoenero, Camelozampa, Edizioni Corsare, L’Ippocampo, Sinnos). Un altro tipo di catalogo che si vede in distribuzione negli ultimi tempi è una sorta di guida per percorsi di lettura che si snodano tra i libri dell’editore o del gruppo editoriale cui appartiene. La loro nascita e diffusione è sicuramente legata al forte sviluppo che le attività di promozione e educazione alla lettura hanno recentemente avuto e di cui si occupano, a viario titolo, di versi soggetti, enti pubblici e privati, singole persone, associazioni varie. Ne è stato antesignano Il catalogone pubblicato insieme da Topipittori, Babalibri, La Margherita e Beisler e esempio attuale non esaustivo sono Lettori in cammino di Edizioni EL, Einaudi Ragazzi e Emme Edizioni, Crescere con la scienza pubblicato da Editoriale Scienza per i 30 anni di fondazione e Primi passi nella collana Superbaba di Babalibri. In realtà, un’evoluzione nei e dei cataloghi c’è comunque stata, e non solo per quanto riguarda il loro supporto e la loro organizzazione. Andando indietro vent’anni e più, ci si rende conto di come si è passati da una letteratura per ragazzi molto (troppo) orientata verso la scuola, a una produzione che, all’opposto, scade spesso nel puro commerciale d’intrattenimento di bassa qualità o nel prodotto a tavolino per soddisfare richieste di mercato che rincorrono mode o temi, rischiando di far dimenticare, sopratutto a chi non se ne occupa attentamente, cosa sono i veri bei libri per ragazzi. E sono appunto questi ultimi che, secondo noi, dovrebbero trovare posto fisso tra le pagine di un catalogo che svolga la sua vera funzione. La funzione importante di contribuire alla creazione dei classici e dei classici moderni, degli evergreen, di quei bei libri, cioè, che rimanendo a lungo tra le sue pagine, venivano e vengono scoperti, letti e apprezzati da molti nel tempo. Questa funzione sembra adesso essere rimasta in carico quasi solo alle biblioteche che, conservando e proponendo non solo le novità, salvano i bei libri anche se datati e controllano un po’ la corsa alla novità.

Il veloce processo di deperibilità e di consumismo

Purtroppo anche per i libri si assiste allo stesso veloce processo di deperibilità, di consumismo, che vive in generale il mercato e quindi la quantità prevale sulla qualità e il tempo di vita dei titoli è breve, perché si deve far spazio ad altro. Questo forse meno nelle piccole librerie, di sicuro nella grande distribuzione. Il ragionamento appena fatto, ovviamente, non ha validità assoluta. Certo riguarda molto più i grandi editori e i gruppi editoriali che non i piccoli editori che seguono un progetto specifico di ricerca (per altro molto ben riconoscibile) nella scelta dei libri da pubblicare e che, quindi, si rivolgono non tanto a un pubblico generalista, ma a un’utenza ben definita. D’altronde è difficile che un piccolo editore riesca a sopravvivere, se pubblica ciò che già pubblicano i grandi, mentre la sua identità specifica e la qualità sono i suoi punti di forza.

Innegabile è, comunque, il fatto che mentre prima di internet gran parte della visibilità di un editore era legata alla diffusione del suo catalogo, oggi, anche i più piccoli, possono guadagnarsi il loro spazio attraverso la rete. L’attenzione al catalogo di un editore e la sua consultazione con curiosità sono uno strumento di cui ci si può appropriare per avere una forza in più, come scrive Stefania Ciocca sul suo blog, «per contrastare il disorientamento che la sovrapproduzione attuale sta causando». Le regole del marketing impongono una rincorsa per offrire ciò che più attira, ma il risultato sono banconi pieni di libri molto simili, di qualità a volte relativa, perché ora tutto va velocemente e diventa impossibile da seguire. All’opposto, come sempre Stefania Ciocca nel suo post sostiene, andrebbe intrapresa un’azione di controtendenza che metta in rilievo titoli di valore meno evidenti, ma comunque presenti in catalogo. E noi concordiamo.

Articolo tratto dal Pepeverde n. 20/2023



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